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Disfunzioni Della Sfera Sessuale

La dipendenza sessuale rientra nella categoria delle “dipendenze comportamentali“, cioè di comportamenti patologici che coinvolgono oggetti o attività apparentemente innocue. Il desiderio è una delle componenti del funzionamento erotico e è definibile come la fase che prefigura e rafforza il piacere sessuale. Il desiderio innesca l’eccitazione, è strettamente connesso al piacere erotico (un atto di norma è tanto più piacevole quanto più è desiderato) ed è, come il piacere, un fenomeno prevalentemente psichico. La psicoterapia più utilizzata è quellacognitivo-comportamentaleche includa due specifiche tecniche, lo “stop/start” (interruzione della stimolazione quando l’eiaculazione sta per sopraggiungere) e lo “squeeze” . La psicoterapia, oltre agli esercizi pratici, consente di individuare ed affrontare eventuali problemi della persona o della coppia che potrebbero aver contribuito all’insorgenza o al mantenimento del mancato controllo dell’eiaculazione. Il disturbo può essere dovuto a problemi fisici (malattie neurologiche, interventi chirurgici all’addome…) o, più spesso (fino al 90% dei casi), psicologici.

attività sessuale

L’attività sessuale non serve solo a stare bene, ma viceversa alcuni problemi come disfunzione erettile o eiaculazione precoce, possono essere una spia di qualche problema più importante, per esempio alla prostata. A livello fisico, la persona può sviluppare disfunzioni sessuali tradizionali (eiaculazione precoce o ritardata, disturbo del desiderio sessuale, ecc.), malattie veneree o problemi come ulcera, pressione alta, vulnerabilità alle malattie, esaurimento nervoso o alterazioni del sonno. Le disfunzioni sessuali, tanto per l’uomo quanto per la donna, possono riguardare una o più di queste fasi e possono essere “generalizzate”, se riguardano tutti i partner e tutte le situazioni, o “situazionali”, se sono limitate a un singolo partner o a una specifica attività sessuale. Si definiscono inoltre “primarie” se sono presenti fin dal primo rapporto sessuale, “secondarie” se compaiono ad un certo punto della vita.

Durante la fase di risoluzione gli uomini sono fisiologicamente impossibilitati (“refrattari”) ad avere ulteriori erezioni ed orgasmi per un periodo che varia da persona a persona e, nella stessa persona, in base all’età. Al contrario, le donne sono in grado di rispondere a nuove stimolazioni quasi immediatamente. È stato dimostrato da studi scientifici che gli uomini, a 40 anni, hanno circa il 40% di possibilità di soffrire di problemi erettili.

Prostata E Sessualità: Quando È Giusto Preoccuparsi?

Si ritiene che dopo l’orgasmo l’effetto dell’ossitocina, combinato con l’emissione dell’ormone prolattina (che è legato alla sensazione di sazietà e rilassamento), induca sonnolenza. Problemi fisici, compresi gli effetti collaterali dei farmaci, l’incontinenza, i problemi di salute, la limitata capacità di parlare o muoversi possono causare un calo nel desiderio sessuale o nella prestazione. È corretto affermare che quasi tutti i problemi sessuali connessi con la diagnosi di tumore sono temporanei, ma anche le difficoltà permanenti legate alla sfera sessuale potranno essere affrontate e migliorate. Il primo elemento alla base di una buona ripresa dell’attività sessuale consiste nell’essere stati adeguatamente informati, prima di essere sottoposti ai trattamenti antitumorali, sulla possibile insorgenza di problematiche sessuali.

Quanti rapporti sessuali in una settimana?

I risultati: la media è di 54 volte l’anno, che corrisponde una volta a settimana. Un altro studio risalente al 2015 ha scoperto inoltre una connessione tra la frequenza di rapporti sessuali in una coppia e la soddisfazione nella relazione.

E nel 2011 un altro studio ha dimostrato che l’attività aerobica possa essere benefica per chi possiede questo tipo di problema. Nonostante i benefici finora descritti interessino chiunque, in qualsiasi fascia di età, esistono diversi fattori associati a un declino delle funzioni sessuali o semplicemente del desiderio. Si manifesta nella donna con una persistente o ricorrente incapacità di raggiungere o di mantenere, fino al completamento dell’attività sessuale, un’adeguata risposta di eccitazione sessuale contraddistinta da lubrificazione ed espansione vaginale.

< h3 id="toc-1">Manteniamo Unaccurata Igiene Intima E Personale Prima E Dopo Il Rapporto

Uno studio del 2016 pubblicato sul Journal of Health and Social Behavior ha appurato che i benefici dell’attività sessuale interessano anche la pressione sanguigna . In particolare, i ricercatori hanno scoperto che le donne di età compresa tra i 57 e gli 85 anni che esprimevano soddisfazione per la propria vita sessuale avevano meno probabilità di avere la pressione alta e un rischio inferiore di eventi cardiaci. Tuttavia, lo studio ha anche concluso che alti livelli di attività sessuale potrebbero aumentare il rischio di eventi cardiovascolari negli uomini. Gli autori infatti consigliano a chi ha problemi cardiaci di chiedere al proprio medico curante un consiglio su regolarità e intensità dei rapporti sessuali, in base al proprio stato di salute. Dopo aver analizzato questi dati si evidenzia come il mantenimento di un benessere fisico con la pratica di attività sportiva, sia un fattore molto importante per mantenere una buona e soddisfacente attività sessuale.

attività sessuale

Nei maschi la disfunzione erettile (incapacità di ottenere o mantenere un’erezione soddisfacente per la durata del rapporto sessuale) colpisce prevalentemente gli uomini al di sopra dei 40 anni di età e diventa sempre più comune con il progredire dell’invecchiamento. Nel caso di abuso sessuale o di altre esperienze traumatiche, il trattamento non può ovviamente prescindere da programmi di intervento più ampi. Inizialmente, infatti, il trattamento è indirizzato alla gestione e al superamento del trauma; l’intervento si concentra sugli aspetti sessuali solo quando gli aspetti disturbanti conseguenti a tali traumi sono stati trattati adeguatamente.

Sesso In Gravidanza: Le Controindicazioni

Non esisterebbe quindi alcun ruolo benefico dell’eiaculazione nei confronti della prostata, del suo volume o dell’insorgere del cancro1. Sarà il paziente stesso a percepire di essere pronto ad avere nuovamente rapporti sessuali. Nel frattempo si consiglia di spendere del tempo con il proprio partner, condividere gli stessi interessi. Il medico fornirà al paziente tutte le informazioni relative alla ripresa dell’attività sessuale.

Come si fa a capire se l’ovulo è stato fecondato?

tensione al seno e gonfiore; doloretti e piccoli crampi al basso ventre;ù

A volte l’assunzione di alcuni farmaci, e così pure malattie importanti, interventi chirurgici invasivi, eventi traumatici, un cattivo rapporto col proprio corpo, ma anche la nascita di un figlio possono ostacolare una buona soddisfazione sessuale. La maggior parte dei pazienti sente di voler riprendere i rapporti sessuali dopo la diagnosi e il trattamento della malattia, ma i tempi e i modi con cui ricominciare variano da individuo a individuo. A peggiorare la situazione, sintomi comuni come gorgoglii e la flatulenza, rende la ricerca del rapporto con il partner imbarazzante e timoroso, inibendo il desiderio e il rapporto con il sesso e la propria intimità. Il sesso per alcuni pazienti, può arrivare a essere difficile a causa dei sintomi che limitano la vitalità e l’attività sessuale sia nelle donne sia negli uomini.

Ha una formazione specifica in ambito sessuologico e un dottorato di ricerca in medicina della riproduzione su tematiche psicorelazionali nell’ambito della fecondazione assistita. E’ psicologa di riferimento presso il Centro Futura Diagnostica Medica P.M.A. Si occupa primariamente di disfunzioni sessuali, problematiche di coppia e relazionali, oltre che di orientamento, accompagnamento e sostegno psicologico ai percorsi di fecondazione assistita omologa ed eterologa. È necessario cambiare punto di vista, non considerare i sintomi femminili separati da quelli maschili perché l’espressione clinica del sintomo sessuale è espressione del sintomo sessuale del/la partner. Uno specchio che rimanda amplificata la componente disfunzionale; una patologia di coppia importante che genera una inabilità di ascoltare e parlare il linguaggio del sesso.

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Clifford Lowell, un immunologo dell’università della California, ha osservato che “le persone sessualmente attive possono essere esposte a molti più agenti infettivi rispetto alle persone sessualmente non attive” e pertanto possono sviluppare difese immunitarie più forti. Tuttavia, è importante riconoscere che lo studio di Charnetski e Brennan è apparso nel 2004 e da allora la ricerca internazionale non ha prodotto nuove evidenze. A dimostrarlo è stato un gruppo di ricercatori attraverso uno studio pubblicato nel 2004 dalla Wilkes University in Pennsylvania. Secondo questi ricercatori, potrebbe esserci un legame tra la frequenza dell’attività sessuale e un forte sistema immunitario .

Non ci sono infatti studi che dimostrano un aumento di complicanze nelle donne che hanno una gravidanza a basso rischio ed esistono pochissime controindicazioni e alcuni rischi circoscritti a casi particolari . I soggetti instabili con alto rischio cardiovascolare o con grave ipertensione non controllata, dovrebbero astenersi dall’attività sessuale fino a quando la loro condizione non sia stabilizzata e sia stato avviato il trattamento della disfunzione erettile. Il sesso è uno dei piaceri della vita ed è quindi più che comprensibile il desiderio di tanti di conservare la funzione sessuale anche nella terza età. La conservazione, o meno, di tale capacità fin nella vecchiaia dipende in gran parte dallo stile di vita che ciascun individuo segue nel corso della propria esistenza. È bene, quindi, iniziare a pensarci già da giovani o correre ai ripari al più presto. Così, come per un tossicodipendente, anche nel soggetto che presenta un problema di dipendenza dal sesso si va incontro al fenomeno del craving (intenso desiderio della cosa dalla quale l’individuo dipende), dell’assuefazione e a sintomi di astinenza.

Inoltre l’attività sessuale si presenta come risposta a stati d’animo spiacevoli (es. umore depresso) o come strategia per ridurre lo stress. In secondo luogo, poiché si è visto che a 20 anni solo il 50% delle donne raggiunge l’orgasmo mentre a 35 anni la percentuale sale fino all’85%, sembra ormai chiaro che le donne “imparano” con il tempo come possono avere l’orgasmo. Puoi annullare l’iscrizione in qualsiasi momento cliccando sul link che trovi nel footer dell’email. Un bacio tra adolescenti suscita tenerezza, ma una coppia anziana può suscitare ripugnanza.

  • Uno psicologo dell’Università di Paisley, nel Regno Unito, Stuart Brody ha ipotizzato che l’effetto calmante possa essere causato dall’emissione dell’”ormone della coppia”, l’ossitocina.
  • Dati pubblicati su Psychosomatic Medicine mostrano che l’intimità fisica o emotiva delle coppie compare associata a ridotti livelli di stress.
  • La disfunzione sessuale negli anziani è frequentemente provocata da condizioni e malattie che possono essere trattate efficacemente.
  • Contrarre i muscoli del pavimento pelvico e mantenere la posizione per 5 secondi.
  • Il docente Carl Charnetski, della Wilkes University in Pennsylvania , ha trovato scoperto che le persone con questo ritmo di incontri intimi presentano un 30 per cento in più di IgA rispetto a chi faceva l’amore di più o di meno.
  • Per questo nel sex workout non possono mancare i plank, che aiutano proprio a rafforzare il core e a costruire i muscoli intorno agli addominali, alla schiena e al bacino, il che può fare la differenza a letto.

Le cause di questo cambiamento sono molteplici e comprendono la salute fisica generale, cause psicologiche, disfunzioni sessuali e problemi pratici. Lo scenario è invece sicuramente molto diverso per quanto riguarda i partner conviventi, che solamente nel 65% dei casi hanno visto ridurre la propria attività sessuale. In questo caso, però, a differenza delle categorie precedenti dove la diminuzione dell’attività sessuale era legata all’impossibilità di contatto, il calo si è verificato in seguito ad una progressiva diminuzione del desiderio sessuale, come dichiarato dal 62% degli intervistati.